L’ALIMENTAZIONE, LA NATURA E LE INTOLLERANZE ALIMENTARI – 9

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A voi il nono e ultimo appuntamento con gli articoli già pubblicati su “La Gazzetta dello Sport-ing” e firmati dalla Dott. ssa Francesca D’Addabbo.

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Si sa, l’alimentazione è un aspetto importante della nostra vita e ogni giorno tv, giornali e internet ce lo ricordano. Ancor di più in questo periodo tanto caldo e nel pieno dell’estate, siamo bombardati da consigli su come mantenerci leggeri, sul consumo di frutta e verdura, sull’assunzione di liquidi e su come incrementare l’assunzione di vitamine e minerali.

Questi consigli sono sicuramente validi, ma spesso sono troppo generici e non tengono conto di due aspetti fondamentali: come i processi industriali rendono dannosi anche i cibi più semplici e come ogni singolo cibo interagisce con la singola persona.

Per ciò che riguarda i processi industriali, basti pensare che gli animali cresciuti negli allevamenti vengono alimentati con mangimi a loro volta industriali e ricchi di antibiotici e psicofarmaci, i quali vengono assunti anche da noi quando consumiamo la loro carne o beviamo il loro latte o latticini e formaggi da esso derivati. Anche i vegetali non sono al riparo dal tentativo dell’uomo di ottenere prodotti più belli a minor costo, per cui frutta e verdura vengono contaminati da antiparassitari e altre sostanze chimiche, così come le farine: la maggior parte del grano è di origine OGM (geneticamente modificato) e le farine sono sbiancate utilizzando cloro ed altre sostanze chimiche, così come il sale.

Quasi tutto ciò che mangiamo è frutto di processi industriali e ritmi non naturali. Tuttavia, chi pensa che mangiare naturale sia impossibile e che porterebbe a ricerche estenuanti si sbaglia: qualche ricerca e un po’ di attenzione potrebbero risolvere il problema. Ad esempio, basta preferire carni e latte (e derivati) di allevamenti in cui gli animali sono liberi di pascolare, come avviene spesso nelle aziende di minori dimensioni. Allo stesso modo, le verdure e la frutta dovrebbero essere consumate secondo la stagionalità ed acquistate presso un fruttivendolo di fiducia che conosca esattamente quali dei suoi prodotti sono trattati e quali no. Infine, è sempre da preferire il corrispettivo più grezzo di quello che normalmente utilizziamo: zucchero di canna, sale integrale, farina integrale, ecc.

Ma perché tanta importanza all’alimentazione? Semplice: chi mangia bene vive più a lungo e gode di una migliore qualità della vita. Infatti molti studi dimostrano che negli ultimi anni vi è stato un incremento notevole delle intolleranze e delle allergie alimentari proprio a causa delle manipolazioni che i cibi subiscono. A volte però, queste intolleranze sono troppo lievi per essere “scoperte” dai normali test che si fanno per mezzo di analisi del sangue e in più i sintomi più frequenti non sono solo dolori addominali, nausea, gonfiore o difficoltà a dimagrire, cioè sintomi che ci portano ad indagare l’aspetto alimentare, ma anche sintomi come mal di testa, stanchezza cronica, irritabilità e difficoltà di concentrazione, insieme ad altri che non riguardano l’apparato gastrointestinale e perciò non ci spingono ad indagare questi aspetti.

Come sapere se vi sono intolleranze non messe in evidenza dai normali test sul sangue ma che influenzano il nostro benessere? Negli ultimi anni sono è stato messo a punto il sistema delle metasostanze. La novità di questo sistema consiste nell’analizzare le onde elettromagnetiche che il nostro corpo emana e nel metterle a confronto con quelle emanate dai cibi più comuni. In questo modo è possibile analizzare il modo in cui il nostro organismo interagisce con il singolo alimento e come questo influenza il nostro metabolismo; è sorprendente notare che questa analisi è eseguita su dei semplici capelli o peli o su saliva, senza prelievi di sangue, e che consente di stabilire quali sono gli alimenti che influiscono più o meno negativamente sul nostro corpo e di conseguenza sulla nostra qualità di vita.

 

Dr.ssa Frnacesca D’Addabbo

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